Il gioco d’azzardo deve dare sensazioni positive

Senza avere paura di essere smentiti, special modo negli ultimi anni, vi è stata una corsa a chi riusciva a trovare le peggior cose da abbinare al gioco d’azzardo, compresi tutti i migliori siti italiani affidabili di casinò on line: questo, inevitabilmente, ha condotto per mano l’opinione pubblica alla sua demonizzazione, alla sua discriminazione ed anche convinto che questo gioco fosse immorale e che si approfittasse delle debolezze altrui, come spesso viene sottolineato neppur tanto sotterraneamente da uno schieramento politico facente parte dell’attuale Esecutivo. Questa è “l’aura” che, purtroppo, contorna anche oggi il mondo dei giochi: quindi, assolutamente negativa, problematica, patologica.

Ci voleva proprio una boccata di ossigeno per far percepire qualcosa di diverso e che accostasse il gioco a qualcosa di positivo: ci hanno pensato alcuni scienziati che stanno studiando il fenomeno del gioco da tanto tempo e che vi ravvedono, diversamente da altri pareri, nei suoi frequentatori assidui una particolare elasticità mentale e la tendenza ad avere migliori relazioni interpersonali.
Studi e pareri di esperti, da docenti a neurofisiologi ed addirittura psichiatri, arrivano a dimostrare che il gioco, sempre considerato un semplice passatempo, da un certo momento della vita passa da intrattenimento ad essere un tassello importante del nostro essere che arriva a diventare anche un’occasione di benessere psicofisico negli adulti. Risulta una specie di chiave d’accesso per accrescere la possibilità di relazioni di coppia, oppure il motivo per apprezzare un collega di lavoro e, sopratutto, arriva ad essere un mezzo per l’elasticità di pensiero. Il gioco può essere tutto questo in età adulta e questi studi lo dimostrerebbero ampiamente: sopratutto nei lunghi periodi di lockdown il gioco è stato anche scoperto da persone che prima non ne avevano sentito la necessità e che in queste giornate di “reclusione domiciliare” hanno “intavolato rapporti” con videogame, quiz, scacchi o qualunque altro gioco online, meglio se praticato con un’altra persona.
Un altro termine che recentemente è stato attribuito da questi studiosi al gioco, è “jogging per la mente”, terminologia che suggerisce leggerezza ed interiorità, due sensazioni che di recente “hanno fatto visita” nel nostro modo di pensare e di vedere questa nuova vita e questo nuovo quotidiano che obbiettivamente stanno contribuendo a far conoscere una parte di noi molto intima e quasi sconosciuta. Dunque, il restare a casa, a volte da soli, ci ha aiutato a “conoscerci meglio” ed il gioco è stato uno strumento che è servito anche a questo: cosa indiscutibilmente positiva e che finalmente può attribuirsi ad un mondo fino ad oggi quasi sempre “abbinato al male”, a disturbi o devianze, a dipendenza, a spreco di danaro fino ad arrivare alla criminalità. Argomento quest’ultimo che in queste righe non si vorrebbe affrontare almeno per una volta, visto che gli studi di questi eminenti esperti ci vogliono dimostrare solo positività e “pensieri di luce” sul gioco, sempre così additato in modo deprimente, quanto meno da una parte forse superficiale dell’opinione pubblica.

Ma si vuole proseguire nello studio del gioco, e dei vari sistemi sicuri di deposito ed incasso delle vincite nei casino online, effettuato dall’Università inglese del Middlesex che asserisce quanto sia importante il gioco per ridurre lo stress proprio durante l’isolamento forzato, come quello che ci è stato imposto dal Coronavirus: ancor meglio se questo intrattenimento viene messo in pratica con la famiglia, con i propri figli anche loro sottoposti a stress, costretti a casa lontano dalla scuola e dai propri compagni, dallo sport, dalle amicizie. L’autrice di questo studio, neurofisiologa, afferma che il gioco migliora assolutamente il benessere mentale ed aiuta a sviluppare l’ottimismo, la caparbietà, l’ostinazione nel raggiungere un obbiettivo: altra cosa estremamente importante è che se il gioco ci diverte, e quindi ci accompagna alla risata, abbassa la pressione mentale e rafforza il “sistema immunitario grazie alla produzione di endorfine”. Sicuramente questo è un risvolto inaspettato, quanto realistico e comprovato, e che non si fa risalire al gioco, proprio perché dello stesso si percepisce soltanto una sensazione negativa che è quella che generalmente viene “trasmessa” dai media.

In fondo, il genere umano è sempre giocherellone: da quando si aprono gli occhi, infatti, ci si intrattiene con il visto della mamma, oppure guardandoci le “manine”, poi i neonati si trastullano con qualsiasi oggetto e, crescendo, si adora svagarci e giocare con gli altri. Chi non si ricorda i giochi da ragazzi, dal nascondino ai giochi da tavolo, al gioco di ruolo o quello delle carte: in pratica, ci piacerebbe giocare sempre. Ecco perché in questo periodo di pandemìa così difficile che ci fa confrontare con una vita che non è sicuramente quella che ci piacerebbe “frequentare”, il gioco riappare come nell’infanzia come una sorta di scappatoia dalla realtà che a volte non piace e, sopratutto, è per questo che lo stesso ha un effetto così positivo nella nostra mente. Forse, a volte, ci fa rivivere le vecchie sensazioni poi traslate nel gioco di oggi che ha, però, lo stesso effetto psicologico di allora.

E questo è il bel risultato sul quale varrebbe la pena di riflettere, senza farci coinvolgere dalle negatività che la società attuale ci trasmette sul mondo ludico, senz’altro affascinante, ma anche controverso: fortunatamente, parere negativo solo di una parte di persone ancorate a prevenzioni che non hanno ragion d’essere. In pratica, anche giocare con il proprio partner aiuta i rapporti di coppia e migliora la loro empatia e la loro relazione, mentre giocare con un estraneo facilita senza dubbio la creazione di conoscenze profonde ed interpersonali. Sempre gli stessi studi evidenziano che nelle aziende vengono usati i giochi di squadra più svariati per affiatare vari team: uno studio effettuato da un neuropsicologo dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche sottolinea che “un solitario è un piacevole e rassicurante passatempo, una partita a carte invece è un gioco”: ma quello che più si ama nel gioco è la possibilità di socializzare e di intrattenersi. Cosa c’è di più bello in un divertimento? E cosa c’è di più vuoto di una vita “senza gioco”?